Nell’attesa della ripresa il popolo italiano si scopre più cattolico.


Tra una settimana, se tutto prosegue così, dovremmo finalmente tornar tutti fuori a rivedere le stelle, e forse anche il sole. Si spera. Sembriamo degli ergastolani a cui è arrivato il condono e che contano i giorni che mancano all’agognata libertà. La attendiamo con trepidazione.

Quel che succederà dal 18 di maggio in poi pochi lo sanno, direi nessuno, forse solo il buon Dio. Di certo, scriveremo tutti un altro spartito rispetto a quello che eravamo abituati a suonare. Andremo un po’ a orecchio, a braccio, improvvisando, provando, andando in cerca di nuovi modelli. Da tutti i punti di vista, umano, sociale ed economico. E ne vedremo delle belle. E non sarà certo un po’ di smart-working in più o la App di turno a cambiare il punto. Il punto della ripresa sarà infatti solo UNO: la singola persona, coi i suoi affetti, le sue speranza e le sue certezze. 

In attesa quindi di conoscere come sarà il destino che ci attende, un piccolo bilancio provvisorio di questi 80 giorni di pandemia bisognerà pur farlo. 

Nell’attesa vorrei sottolineare il grande fattore umano di conforto, di tenuta e di coesione sociale rappresentato da Papa Francesco, da tutti I Vescovi e i preti della Chiesa italiana. Misurati, equilibrati, in prima linea dappertutto, negli ospedali, negli ospizi, tra la gente, in tutte le città, sempre con parole di conforto e di speranza, condividendo lacrime e dolori e annunciando la salvezza dei cristiani che vince anche la morte. Uno spettacolo di umanità, apprezzato e condiviso da tutto il popolo. 

Tutto questo mi è venuto ancor più chiaro vedendo i colleghi dell’agente ucciso a Napoli, recitare insieme la preghiera del poliziotto, il cui Patrono è san Michele Arcangelo, oppure vedendo migliaia di “Segni di croce” in tutti questi episodi di dolore quotidiano. E così ci riscopriamo di nuovo un popolo di cattolici, a cui forse mancava la consapevolezza di esserlo. E che ora questa Fede rinnovata ci serva anche per il futuro. Ne abbiamo bisogno più delle mascherine. 

2 comments

  1. Articolo molto interessante, però mi permetto un suggerimento all’autore sconosciuto: togliere il “forse” dalla frase della quarta riga.

    GianMaria Bedendo

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