Tornare alla normalità di prima? No grazie, era lei il problema


In molti, da settimane, si domandano se e come torneremo alla normalità di prima, agli standard di vita del pre – Covid per intenderci. I più, con ostentato ottimismo dicono di si, che sarà lunga e dura, ma che ce la faremo. Torneremo quelli di prima. Un secondo scaglione di persone invece si schiera per una riposta molto diversa: no, niente sarà più come prima; e per fortuna, aggiungo io.

Dico per fortuna per almeno due ragioni. Il senso del tempo e la qualità della vita.

Partiamo dal senso del tempo, per iniziare a dire che in questi due mesi abbiamo capito, più dolenti che volenti, come il senso del tempo non sia dato dal continuo rincorrere gli eventi, di lavoro e di impegni sociali vari. Niente, tappati forzatamente a casa, abbiamo dovuto imparare  che il senso del tempo è in noi stessi e nel significato interiore che ciascuno vuole dargli. Più ascolto del ns cuore e della nostra anima, più riflessione e preghiera, più attenzione verso i cari che ci stanno intorno, soprattutto i figli e i famosi congiunti, tanta lettura e tanta nostalgia degli amici.

Abbiamo rimesso così in fila il senso delle cose e del tempo, scandito dai semplici bisogni fisici e nulla più, con una povertà francescana che ci ha fatto riscoprire la semplicità e la natura vera della vita. E ditemi se non è cosi.

La qualità della vita. Smettiamola di pensare che la ricchezza di un popolo e di una nazione, dipenda da quanto PIL produce. E’ un inganno per farci tutti stramazzare di consumismo e per far guadagnare sempre di più i soliti ricchi, quelli della grande finanza. Lo chiamano il ciclo virtuoso del consumo capitalista e liberista, quello che che fa girare l’economia. In realtà ci ha fatto girare solo le balle. Per avere mille euro in più al mese per il nuovo Samsung o la nuova vettura eravamo disposti a tutto, ma ora invece abbiamo capito che non ne vale proprio la pena.

La qualità della ns vita dipende e dipenderà in futuro da quanto sapremo far tesoro di questi due mesi di ritiro forzato, per capire che tornare in mezzo al mondo non potrà e non dovrà essere come prima. Salviamo l’aria pulita che si è tornata a produrre magicamente nelle nostre città, ma soprattutto salviamo il pulito interiore che si è prodotto dentro ciascuno di noi. Da Lunedi iniziano le prove generali. Non facciamoci ricattare dalla frenesia. Si riparte con calma, che è la virtù dei forti. Per intanto buona domenica.

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2 comments

  1. In una società evoluta forse in maniera eccessiva si è manifestata una perdita di valori, allontanamento dalla fede., eccessivo conformismo, consumismo, egoismo e individualismo.. Tutto questo ci ha portati allo svilimento dell’ anima e ci ha resi vuoti e intrappolati da un tempo che ci fa sentire ansiosi e frustrati. Questa quarantena a molti, o forse a pochi, ci sarà servita per impreziosire le nostre giornate di vere emozioni, quelle semplici! e ci ricorderà che la vita va vissuta con il cuore aperto, seminando gioie e sorrisi, allontanando l’ odio e la rabbia.
    Non aveva senso una vita come la stavamo vivendo, sembravamo robot! forse ci dovevamo fermare x riflettere sul senso della vita!
    La vita è meravigliosa ed è un dono❤️

    1. buongiorno, ma lei parla come un libro stampato.
      meno male che siamo in diversi ad iniziare a pensarla in qs modo.
      A cavallo dell’anno mille, quando tutto era in disfacimento, furono i piccoli gruppi di monaci benedettini e cistercensi a far ripartire tutto.
      E ora mi sa che dovrà essere di nuovo un po’ così
      grazie e buon proseguimento

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