Deporre il virus, mantenere la corona


E’ la prima volta in duemila anni che la Quaresima in Italia coincide con una quarantena.

Per cui ormai è chiaro. In questi ultimi gg di Quaresima si tratta di deporre il virus non la corona. In realtà per tutto questo tempo abbiamo fatto il contrario, abbiamo deposto la corona della vita permettendo al virus di aggredirci anche ben oltre le sue possibilità, gli abbiamo dato noi potere.

Gli abbiamo dato il potere di entrare nelle nostre giornate con la paura che potesse entrare nei ns corpi attraverso la bocca, gli occhi o le narici, perché dalle mani non si trasmette. Abbiamo dato noi al virus il potere di sopraffarci, e quando dico noi dico umanità in genere, cinesi o americani poco importa, sta di fatto che il Coronavirus si è preso tutto il palcoscenico mondiale in men che non si dica. Un’entrata in scena degna del primo grande attore di Apocalisse 2020.

Ma forse tutto questo è successo perché abbiamo deposto la corona, in primis quella del Rosario, e poi quella dell’esistenza vera, fatta di relazioni umane con il prossimo, e cioè con chi ci è vicino, coi nostri cari, in famiglia, in ufficio, nelle strade, nei condomini, nei paesi e nelle città: per la voglia di volerci impadronire del mondo intero abbiamo perso potestà sul nostro piccolo regno, che è la vita bella e normale che ogni giorno Dio ci manda in terra, e che ora rimpiangiamo. Adesso però siamo in quarantena ed è giusto starci in modo intelligente, per la salute del corpo e forse per  ritrovare anche quella dell’anima.

Stiamo quindi a casa e deponiamo ogni virus; anche quello della paura, dell’egoismo e della pretesa autonomia da Dio e dal creato, e riprendiamoci la corona, si quella del Rosario, segno che la vita dell’uomo non è in mano nostra ma di Colui che come la dona può anche toglierla, ma che a chiunque chiede, risponde con vita nuova.

E che questa quarantena diventi quindi vera Quaresima, 40 gg di sacrifici offerti liberamente al Signore, per il bene nostro, dei nostri cari, dell’Italia e del mondo intero. E presto sarà Pasqua, Pasqua di vita e di resurrezione. Sperando che la lezione questa volta sia bastata. Alleluia.

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