Coranavirus: il Potere e i soldatini


Alle autorità civili è chiesto di fare il possibile e l’impossibile, anche se a ben guardare questi primi
giorni di contagio sembrano coglierli del tutto impreparati. Comunque fa male chiunque specula e
soffia sul fuoco, alimentando paure e insidie da isteria collettiva, che da decenni non si vedevano.

L’uso indiscriminato dei social, dell’informazione in genere e di tanta tv che anche in questo caso
non smette neanche una sera di andare alla ricerca dell’audience, rendono il popolo impaurito e
spaesato. E questo è molto più grave del virus stesso. E’ inizio di schiavitù e di sudditanza.

I dati che la scienza ci fornisce ci dicono che ogni anno per il normale virus influenzale muoiono in
Italia migliaia di persone, per lo più anziani o persone con il sistema immunitario già compromesso
da patologie precedenti. IL Coronavirus oggi in Italia ha determinato il decesso di 6 persone, ma la
psicosi creata su di esso rasenta la follia.

Poco importa in questa sede capire se si tratta di virus contaminato e propagato ad arte dagli
americani o dalle indiscriminate contaminazioni con animali da parte dei cinesi; quel che ora
importa è tornare a vivere, usando la ragione, il buon senso e tutte le normali precauzioni del
caso. Nulla di più.

Ma per battere la psicosi generata da paure ingigantite ad arte dal Mainstrem dei media occorre
una dose massiccia di pace e di serenità, possibile solo a chi vive una relazione con la creazione
che si basa sul riconoscimento che la vita è un dono di amore e che Colui che ce la dona ogni
istante non lascia mai sola la propria creatura, come un Padre con i propri figli.


Mentre gli scienziati faranno il loro dovere con coscienza, bisogna quindi riconoscersi deboli e
pieni di limiti e tornare a pregare Dio Padre, perchè forse proprio da questo mancato
riconoscimento di dipendenza filiale nasce quella debolezza psicologica che ci lascia in preda alla
continua angoscia generata dall’ultima breaking news.

Bene ha fatto in questo senso l’Arcivescovo di Milano a inviare a tutte le comunità il proprio
Pensiero di benedizione, ma non basta il caro Mons. Delpini a sostituire questo importante
radicamento di amore e di pace nel profondo del cuore che nasce solo da un’esperienza personale
di preghiera e di affidamento a Dio e al Suo amore per noi. Pregare personalmente e in famiglia.

Solo uomini pacificati cosi, nel profondo, potranno non essere scossi da questa e dalle ulteriori
offensive che il potere tramite l’informazione globale continua a produrre per le sue guerre di
egemonia mondiale, riducendo gli uomini di ogni Paese e Nazione a inermi soldatini di battaglie
sempre più stupide e cruente, combattute sulla nostra pelle per l’avidità del denaro.

Marco Palmisano

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